Bari – Gaetano Auteri è tornato. Il tecnico siciliano è carico, convinto, pronto ad una missione complicatissima, ma anche affascinante: vincere i playoff e portare il Bari in serie B. La prima conferenza dopo essere stato richiamato sulla panchina biancorossa è introdotta dal presidente Luigi De Laurentiis: «Il calcio è fatto di numeri e di scelte non facili. Di fronte ad alcune evidenze, abbiamo deciso di non proseguire con Massimo Carrera che ringrazio per l’impegno profuso e di riaffidare la guida della squadra a Gaetano Auteri. La società ancora una volta ha dimostrato di essere pronta a tutto pur di raggiungere l’obiettivo. Ma sia chiara una cosa: nessuno finora ci ha tolto la serie B e l’ho ribadito a chiare lettere anche ai calciatori. Daremo l’impossibile pur di prenderci la promozione. A fine anno tireremo le somme e io risponderò del nostro operato nel rispetto dei tifosi, della piazza e di una squadra che ha un enorme blasone. Ma siamo presenti e lo ribadiremo con dedizione totale e investimenti».

Ed ecco, quindi, Auteri: «Ritrovo il Bari che, come ho sempre sostenuto, ha qualità, grandi potenzialità e prospettive. Devo ammettere che nel gruppo ho notato un pò di dispersione e di pessimismo. Ho dato una scossa e le risposte sono state immediate. Questa squadra è formata da persone per bene: vale per i più esperti, come per i più giovani. Sono ragazzi motivati, applicati, seri ed attaccati alla maglia. I risultati possono aver creato in qualcuno un attimo di difficoltà: magari chi è in prestito può aver inconsciamente pensato che la stagione sta per finire e si chiude una pagina. Invece, no. C’è ancora tutto da giocare. L’ho ribadito e sono stato immediatamente ascoltato. In passato non sempre ho avuto rapporti buoni con le squadre che ho allenato: magari accadeva perchè vedevo qualcuno indolente o poco avvezzo al lavoro. Qui, invece, non è mai successo: non sono mai dovuto intervenire per rimproverare sull’impegno. Tutti sono a Bari per un obiettivo e lo vogliono con tutta l’anima».

E’ addirittura la quinta volte che Auteri viene richiamato nel corso dello stesso campionato, dopo un esonero. «Sono cose che accadono nel nostro mestiere», risponde. «A volte si viene esonerati senza capirne a fondo i motivi. A Bari stesso abbiamo pagato un periodo contrassegnato da eventi avversi, assenze e match persi immeritatamente. Se sono stato richiamato spesso in carriera, significa che qualcun altro non ha retto il confronto, ma lo dico senza alcuna presunzione nei confronti di chi mi ha preceduto. Ora tutto appartiene al passato. Il Bari farà cose importanti e la posizione in classifica conta relativamente. Combatteremo in questi due turni per acciuffare il miglior piazzamento possibile, poi è chiaro che in un torneo breve e ad eliminazione diretta serve anche un pizzico di buona sorte. Ecco, mi auguro di avere questo particolare dalla nostra parte».

Un modulo da chiarire, la crisi di Antenucci da risolvere, Cianci ed il giovane Mercurio da aggiungere al motore. «Al di là dei numeri e della tattica – dichiara Auteri – ripartiremo da concetti che conoscevamo per essere determinati e vincere le partite. Antenucci è un giocatore forte e assolutamente fuori categoria: dobbiamo soltanto metterlo nelle condizioni di sfruttare il suo vastissimo repertorio. Cianci ha qualità che finora non ha espresso in pieno nel corso della carriera, ma è molto motivato e conto su di lui. Mercurio ha appena 17 anni, ma possiede doti davvero interessanti: non dobbiamo gravarlo di responsabilità, ma può darci una bella mano».

Infine, un occhio sul futuro: Auteri ha pur sempre un altro anno di contratto, magari si può lavorare anche in prospettiva, evitando una nuova rivoluzione. «Secondo me sì –  afferma -. Forse ci siamo fatti un pò prendere dalla frenesia, cambiando qualcosa di troppo, costruendo un gruppo a rilento. Io stesso ho commesso degli errori. Tutti abbiamo sbagliato qualcosa. Ma non tutto è da buttare. Non voglio pensare adesso al futuro, nè imporre matrimoni forzati a nessuno. Ora abbiamo un grande obiettivo: concentriamoci su quello». 

La Gazzetta del Mezzogiorno