As Frosinone 18/05/2018 - campionato di calcio serie B / Frosinone-Foggia / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: esultanza gol Fabio Mazzeo

I rossoneri di Stroppa chiudono la stagione rovinando la festa ai ciociari. In lacrime tutti allo “Stirpe”. Nello spogliatoio del Parma si festeggia al ritmo di “Foggia olè”. 
Una festa, in qualche stadio, doveva pur esserci. Allo “Stirpe” di Frosinone l’avevano preparata in tutti i dettagli. Dopo il fallimento della scorsa stagione, questa volta non si poteva sbagliare e, per la seconda volta consecutiva, i ciociari dovevano puntare solo su se stessi. L’avevano preparata così bene che, grazie al sindaco Ottaviani e all’Osservatorio sulla sicurezza delle manifestazioni sportive, si erano fregiati dell’assenza del pubblico ospite, in modo da poter festeggiare in tutta tranquillità.
Dall’altra parte della barricata il Foggia di Stroppa che, già alla vigilia, aveva lasciato intendere di non voler essere spettatore ‘poco gradito’ della festa.
Così i canarini scendono in campo contratti, memori di quanto successo lo scorso anno e del ritorno in A perso incredibilmente, prima all’ultima giornata e poi nella semifinale playoff. Il Foggia, invece, è pimpante come se dovesse conquistare qualcosa, ancora, sul campo.
Va avanti con Mazzeo, abile a trovarsi al posto giusto, nel momento giusto. La respinta di Vigorito sul sinistro di Rubin termina proprio sui suoi piedi e il bomber rossonero fa 19 (i gol in campionato come il numero della sua maglia).
Si va all’intervallo con il Foggia avanti e con il Frosinone che sembra aver ancora troppi scheletri nell’armadio.
Ma ci sono da giocare 45 minuti e le motivazioni fanno molto.
Così Frosinone avanti a cercare due reti, Foggia che comunque non molla. La rimonta riesce ai ciociari, quando prima Paganini di testa, poi Rubin nella propria porta, la mettono alle spalle di Noppert.
E parte la festa dei 16mila dello “Stirpe”, l’incubo sembra passato e i diciassette minuti finali sembrano una passerella verso la A dei padroni di casa.  Ma le motivazioni, dicevamo, fanno molto. Forse tutto in questo caso. Moreno, il tecnico frusinate, continua a predicare “calma e attenzione”, mentre Stroppa, dieci minuti prima dell’autorete di Rubin, aveva mandato in campo Floriano. L’attaccante rossonero, all’89esimo minuto, è lanciato da Deli nello spazio, nessuno crede possa segnare, nessuno pensa sia possibile rovinare la festa già annunciata, preparata e quasi completata. Ma Floriano è reduce da una stagione con troppi bassi e pochi alti, così pallonetto spettacolare e gol che zittisce lo “Stirpe”. Termina 2-2 e in campo, sugli spalti, in tutta la città di Frosinone partono i pianti e i rimpianti.
Alla fine nello spogliatoio del Parma, durante i festeggiamenti, si odono intonate note come “Foggia olè” e lo stesso capitano Lucarelli ringrazia i rossoneri per aver onorato fino al 90esimo il campionato. Si festeggia, quindi, da qualche parte (Parma). Non a Frosinone però. E pensare che per la festa avevano negato anche la trasferta ai tifosi del Foggia.
Come spesso accade, tanto rumore per nulla.
Fabio Lattuchella