MEXICO CITY, MEXICO - JUNE 29: Diego Maradona of Argentina holds the World Cup trophy after defeating West Germany 3-2 during the 1986 FIFA World Cup Final match at the Azteca Stadium on June 29, 1986 in Mexico City, Mexico. (Photo by Archivo El Grafico/Getty Images)

La notizia nel pomeriggio. Muore il più grande di tutti i tempi. Il mondo del calcio in lutto a tutte le latitudini

Per chi è cresciuto negli anni 80-90 a “pane e pallone”, come spesso diciamo dalle nostre parti, non si può nascondere di aver detto almeno una volta quella frase. Ho visto Maradona. Dal vivo, in tv, nei film, documentari, sui muri di Napoli, dappertutto. A tutte le latitudini, perchè, a parte Napoli e Buenos Aires, le sue vere e proprie case, in tutto il mondo ciascuno può sentire Diego un po’ suo. Ovunque si è parlato di lui e le parole si sono sprecate, in lunghi sproloqui giornalistici che avevano un solo ed unico obiettivo, accompagnare immagini che parlavano già da sole. Tante parole, fiumi interi, si sono susseguite alle sue gesta, troppe talvolta, tanto che spesso si è ricaduti in quello che, forse era il suo lato debole, ossia tutto quello che on era un campo di calcio e una palla. Li, invece, era il Campione. L’unica parola che chi ha visto Maradona può ricordare a primo impatto di lui.

Fabio Lattuchella