Il difensore del Lecce Lorenzo Venuti

Un Lecce “bello di notte” mette lo smoking e batte il Crotone nel posticipo del decimo turno del capionato di Serie B grazie al gol siglato da Venuti al 36′ minuto del primo tempo in compartecipazione con Golevic che con un braccio devia il cross del difensore giallorosso alle spalle di Cordaz.

Una gara molto pimpante che ha visto entrambe le squadre affrontarsi a viso aperto e solo la determinazione dei salentini e la bravura di Vigorito hanno impedito ai calabresi di portare a casa almeno un punto dalla trasferta leccese.

La squadra di Liverani continua così la sua scalata in classifica all’ insegna dell’ umiltà e del sacrificio, non lasciando nulla al caso, ma al contrario affrontando ogni avversario con il massimo rispetto sapendo però di non essere inferiori a nessuno. Il merito di questa ennesima vittoria ai danni di una pretendente al salto di categoria va senza dubbio all’ allenatore che ha saputo trasmettere consapevolezza e cinismo a una squadra giovane, ma anche a tutto l’ ambiente che a questo sta letteralmente vivendo una favola sportiva e sociale, considerando che il Lecce dopo dieci giornate si trova al quinto posto in classifica con 16 punti, alle spalle di squadroni come Verona, Salernitana, Palermo e del sorprendente Pescara, l’ unica tra queste che i salentini non hanno ancora affrontato. Va sottolineato che contro gli scaligeri il Lecce ha offerto una grande prova vincendo al Bentegodi per 2-0, mentre contro i campani è stato rimontato nel finale di partita e solo contro il Palermo è uscito battuto, sempre allo scadere, al termine di una gara molto tirata e combattuta, con i siciliani che hanno però dimostrato tutto il loro grandissimo valore, fin ora espresso solo in parte.

Comunque dovesse andare il Lecce fino ad oggi ha dimostrato di essere una squadra dalle spalle larghe, che riesce a fare di necessità virtù e questa piazza pare averlo ampiamente capito non lasciando mai sola questa squadra.

La favola quindi può continuare e ognuno può sentirsi degno di viverla.

Danilo Sandalo