Nel penultimo atto della regular season di Serie B il Lecce pareggia per 2-2 contro la Reggina dell’ ex Marco Baroni e dice definitivamente addio alle già residue speranze di promozione diretta.
Una gara dai ritmi alti e per certi versi spettacolare con quattro gol e numerose azioni pericolose da ambedue le parti.
Entrambe con obiettivi ancora da raggiungere, con i calabresi che inseguivano un posto nei playoff, mentre i giallorossi di Corini ancora speranzosi di poter centrare direttamente la promozione nella massima serie.
Purtroppo il responso del campo ha sancito la matematica esclusione del Lecce dalle prime due posizioni. Un piccolo suicidio sportivo che ci si augura non lasci un segno traumatico nell’ ambiente giallorosso, ma che possa essere come una cicatrice da poter guardare sempre per far scattare il fuoco dell’ orgoglio per dimostrare a tutti, ed in primis a se stessi, che questa dèbacle è stata solo il frutto di un momento di smarrimento, un incidente di percorso e che il valore dei singoli e del gruppo è quello di una squadra viva e determinata a lottare per raggiungere i propri obiettivi.
Venendo alla gara si è rivisto in campo dal primo minuto capitan Mancosu dopo la dichiarazione dei giorni scorsi in cui affermava di essersi operato di tumore lo scorso 26 marzo. Positiva e di grande generosità la sua prova soprattutto in virtù dell’ assist fornito a Stepinski che permette all’ attaccante polacco di siglare il gol del pareggio al 14′ minuto di gioco, rimediando così al gol reggino di Edera arrivato dopo sette minuti dall’ inizio della gara e che aveva sancito il vantaggio degli amaranto.
Non passano neanche due minuti ed è ancora Stepinski a siglare il raddoppio per il Lecce, illudendo i tifosi che la partita potesse essere in discesa e che finalmente vi fosse stata quella reazione d’ orgoglio che tutti si aspettavano.
Nulla di tutto quanto auspicato, anzi contrariamente è la Reggina ad avere questa suggestione trovando il pareggio con Montalto al 27′ minuto.
La gara continua su ripetuti capovolgimenti, con i calabresi apparentemente più determinati a completare una rimonta in classifica che avrebbe dell’ epico, mentre il Lecce vede sempre più concretizzarsi l’ amarezza per aver perso di mano una promozione diretta che fino a qualche settimana fa sembrava un obiettivo quasi raggiunto. Pazienza.
Non è tanto l’ obiettivo mancato, ma l’ atteggiamento un pò frastornato e talvolta poco incisivo che preoccupa.
Ora bisogna pensare ai playoff, sperando che l’ allenatore riesca a trasmettere alla squadra quella voglia e quella fame di riscatto e di affermazione! Nel mezzo vi è la partita con l’ Empoli, già promosso, dove mister Corini potrà tastare soluzioni pratiche e concrete in chiave playoff, senza lasciarsi andare a interpretazioni quasi improvvisate che solo un intervento divino potrebbe rendere utili alla causa.
Del resto si sa, il caso non esiste e Dio non gioca a dadi con l’ Universo!

Danilo Sandalo