Dal suo viso si evince la serenità che questo posto gli trasmette. Così Mattia Coronese, diciannovenne tarantino, si presenta alla stampa.
“Posso dire di essere figlio d’arte, poiché anche mio padre giocava calcio. Ha giocato a Taranto, Grottaglie e in altre squadre, poi ha dovuto smettere a causa di alcuni infortuni. Lo considero un “privilegio”, visto che in questo modo posso essere facilmente compreso. Anche il mio fratellino, Niccolò, gioca e io tendo sempre ad insegnarli qualcosa, data la mia maggiore esperienza. Nonostante i nostri ruoli siano diversi, lui gioca a centrocampo, mi fa piacere aiutarlo e spero venga ricompensato perché merita tanto. Mi manca un po’ la mia famiglia e cerco di tornare appena posso, però si sa che per crescere nel calcio bisogna affrontare queste dinamiche. Ciò che però mi fa sentire a casa mia è l’atmosfera e forse anche la presenza del mare. Il lungomare di Manfredonia mi ricorda quello della mia città natale.”
È doveroso affermare che il Manfredonia Calcio ospita insieme cinque dei ragazzi in rosa e ciò fa sì che il rapporto si intensifichi, a tal proposito il giovane tarantino dichiara:
“Quando siamo in casa, passiamo tutto il tempo a ridere e scherzare, ad insegnare un po’ d’italiano e dialetto ad Emiliano (Santos è nato in Argentina), lui impazzisce (ride, ndr) perché comunque è risaputo che i dialetti, specie meridionali, sono molto differenti seppur a distanza di pochi chilometri e noi proveniamo da più città. Non ci fermiamo mai e spero che il vicinato non si lamenti (ride, ndr). Qualcuno che già conoscevo? D’Angelo, Leuci, Fantasia per me sono come fratelli”.
Riguardo la fede calcistica, non si nasconde dietro un dito e dice orgogliosamente:
“Sono juventino! E lo è tutta la mia famiglia! Solo mio nonno è milanista, ma gli voglio bene lo stesso (ride, ndr). Anche se in campo non sono un’individualista, mi piace il gioco del brasiliano Neymar Jr poiché è raro che non riesca a concludere ciò che aveva iniziato, in poche parole non lo ferma nessuno (ride, ndr)”.
Prima di iniziare il campionato le varie amichevoli sono state di ausilio ai ragazzi appena arrivati per conoscersi dal punto di vista tecnico e tattico. Coronese concorda su ciò:
“Ho aderito alle capacità tecniche della squadra fin da subito, dall’amichevole con l’Andria e mi sono accorto di sapermi sintonizzare perfettamente con Benny Cicerelli, poiché quando ho bisogno di “aiuto” in campo, lo trovo dappertutto e così riesco ad evitare che gli avversari recuperi. Ciò non toglie che mi senta a mio agio con tutti i ragazzi. Il giorno in cui ho saputo di questa possibilità? Sono stato chiamato mentre facevo una visita medica, dal mister Danilo Rufini per farmi sapere che aveva firmato e che le porte del Miramare per me erano aperte, non potevo rifiutare. Mi auguro di poter lasciare una buona impronta in questa città e che questo posto mi sa che rimani nel cuore, come finora sta facendo.”
La situazione in casa dei garganici risulta serena e lo conferma l’attaccante:
“Sia io che il resto dei ragazzi siamo fieri di ciò come affrontiamo le sfide, non tanto per il risultato, ma proprio per lo spirito e la carica investiti”.

Michela Rinaldi