Il momento peggiore di casa Foggia è facile da individuare: il brutto episodio di cronaca di cui è stato protagonista il capitano Federico Gentile e su cui è tornato il responsabile dell’area tecnica rossonera Ninni Corda ai microfoni di tuttoc.com:

La vile intimidazione a capitan Gentile mi fa stare male ancora oggi. Parliamo di uno degli artefici della promozione in Serie C: senza di lui, Anelli e Fumagalli non saremmo mai saliti in C e non saremmo mai stati terzi in Lega Pro. Oltre che inaspettato, quello ai suoi danni è stato un gesto bruttissimo all’indirizzo di una persona che avrebbe meritato solamente del bene da parte di tutti. Quello che accade in spogliatoio resta all’interno ma posso tranquillamente confessarvi che lui è sempre stato uno dei leader e uno che ha saputo tenere unita la squadra nei momenti difficili. Spiace che il gesto isolato di un vigliacco abbia portato a parlare male, a livello nazionale, di una città e di una società come Foggia. Ma spiace, soprattutto, che probabilmente non vedremo più Gentile con la maglia rossonera: questa è una brutta sconfitta per me e per tutti noi. Parliamo di uno che ha dato tutto per la maglia e, in cambio, si è visto bruciare la porta di casa. Ha deciso di andare via e lo comprendo anche se sto cercando di convincerlo a restare fino all’ultimo. Però lo capisco, la sua famiglia è scioccata visto che sono andati a bruciargli casa con moglie e bambini dentro“.