La Virtus Matino di mister Giuseppe Branà conquista un meritatissimo pareggio all’ esordio assoluto in Serie D dopo ben 29 anni di assenza.
Una partita caratterizzata dal grande caldo e dall’ assenza di pubblico (per le note vicende riguardanti lo Stadio di Matino che vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi con i comunicati da parte della società e dell’ amministrazione comunale), ma anche dall’ esordio nella quarta serie nazionale da parte di molti ragazzi che provengono da settori giovanili importanti.
Nonostante questo il Matino non si è fatto intimorire dall’ emozione o dalla paura ed ha provato a fare la sua partita fin dalle battute iniziali, infatti l’ occasione più ghiotta del primo tempo capita proprio ai ragazzi di mister Branà grazie a un colpo di testa di Ancora che colpisce la traversa.
Nella ripresa il San Giorgio passa in vantaggio al 51′ minuto grazie ad un calcio di punizione di Raiola che, in vena di imitare Baggio, batte Convertini con un tiro che si insacca alla destra dell’ estremo difensore matinese. Ma passano appena cinque minuti ed il Matino ottiene un calcio di rigore per un fallo di mano in area partenopea: si incarica della battuta Giambuzzi che si fa respingere il tiro da Cefariello ma sulla ribattuta è lo stesso numero due della Virtus che sigla il gol del pareggio.
Soddisfatta l’ ambiziosa presidentessa del Matino, Cristina Costantino, la quale ha affermato che “era importante partire bene in Serie D, anche per testare l’ aspetto organizzativo e dell’ ospitalità contro una squadra di questa categoria pertanto, sebbene vincere dia più soddisfazione, ritengo il pareggio un risultato importante e che può rappresentare un buon inizio, anche perchè arrivato contro una buona squadra che si salverà con tranquillità e che darà filo da torcere agli avversari. Per quanto riguarda noi abbiamo questa nota dolente riguardante lo stadio, perchè la mancanza del pubblico si è sentita in termini di adrenalina per i ragazzi, ma la situazione è questa e dobbiamo fare quadrato facendo del gruppo la nostra forza”.

Danilo Sandalo