Settimana di trepidante attesa in vista di Taranto-Picerno, sfida di cartello della prima giornata di ritorno del girone H di Serie D. In esclusiva ai microfoni di TUTTOcalcioPUGLIA.com è intervenuto il tecnico dei lucani, Ciro Ginestra: dall’analisi della stagione alla lotta al vertice, passando per alcuni amarcord, sono stati diversi i temi affrontati. Mister Ginestra, domenica è in programma Taranto-Picerno, uno dei big match del diciottesimo turno di campionato: step già fondamentale in chiave futura?
“Più che altro lo ritengo importante in chiave presente, nel senso che a giovarne sarà soprattutto il morale della squadra che riuscirà a spuntarla: siamo consapevoli di affrontare una compagine forte, ma ripeto non si può parlare di gara già decisiva perché all’appello mancano 18 gare o, nel caso del Taranto, anche qualcuna in più. Questo è un aspetto anomalo, ma non è colpa di nessuno: bisogna accettare la situazione e dare il massimo in campo”. Un successo prestigioso lo avete già ottenuto a Casarano, contro una delle squadre candidate al salto di categoria: la sfida di Taranto, dal punto di vista della prestazione, potrà seguire lo stesso leitmotiv?
“Credo di no perché a Casarano ci siamo ritrovati in inferiorità numerica per oltre un’ora, perciò abbiamo dovuto cambiare strategia a gara in corso: i tre punti sono stati importanti, ma avevamo preparato un altro tipo di prestazione e sicuramente andremo a Taranto per giocarcela al massimo delle nostre possibilità”. Ritiene che al suo Picerno, al netto dei pareggi rimediati contro squadre di bassa classifica, sia mancato qualcosa fin qui dal punto di vista della continuità?
“Ritengo che al giro di boa avremmo potuto avere qualche punto in più probabilmente perso per strada, ma mi sento in dovere di fare anche il ragionamento opposto: militiamo in un girone difficilissimo, il più complicato d’Italia, dove le varianti da tenere in considerazione sono tante. Sono arrivato qui a metà settembre, quando le altre squadre erano già pronte per iniziare il campionato: con molta sincerità ammetto che all’esordio, proprio contro il Taranto, non conoscevo ancora bene tutti i miei calciatori. In più noi non possiamo disporre del nostro stadio e, a conti fatti, giochiamo sempre in trasferta. Mi tengo stretto, al netto di tutto ciò, quanto fatto finora ed essere nelle prime posizioni è sicuramente motivo d’orgoglio”. Nel Picerno targato-Ginestra vi è un calciatore, over o under che sia, che ritiene imprescindibile per i suoi equilibri tattici?
“Non me la sento di nominarne soltanto uno, viceversa mi sento di elogiare tutti i calciatori della rosa che, con lavoro e sacrificio, sono riusciti a ritagliarsi uno spazio importante in questo campionato”. Dopo l’esperienza di Altamura è tornato ad allenare in D a distanza di quasi tre anni: ritiene che l’Interregionale sia una categoria differente rispetto all’epoca?
“Certamente c’è più equilibrio: in quella stagione giungemmo terzi dietro a Potenza e Cavese che, dal girone di ritorno in poi, fecero un campionato a parte. Oggi ho ritrovato una categoria in cui i valori tecnici si equivalgono e il discorso di prima torna qui: giocare contro la prima o contro l’ultima non fa differenza, tutti possono essere messi in difficoltà”. Fino a poco tempo fa, nel Taranto, militava Marco Caldore che lei ha allenato alla Sangiovannese, ad Altamura e alla Casertana: gli ionici hanno perso qualcosa senza di lui?
“Marco Caldore è un professionista esemplare di cui conosco le sue qualità essendo cresciuto con me: io ritengo che un atleta simile sposti gli equilibri. Sicuramente il Taranto ha perso un ottimo calciatore, ma in rosa può disporne di altri al suo pari molto bravi”. Una chiosa finale sul suo rapporto con Francesco Montervino, attuale ds del Taranto.
“Francesco Montervino è un carissimo amico, lo conosco bene perché abbiamo militato insieme nella Salernitana e siamo anche stati compagni di stanza: il rapporto tra noi è ottimo e sapevo che con lui il Taranto avrebbe fatto molto bene. I complimenti sono da attribuire anche al tecnico Laterza, capace di creare un gruppo coeso e in grado di esprimersi al massimo”.

Fonte:NotiziarioCalcio.com