Prova scaltra e punto d’oro per il Bisceglie che si riprende il campionato con le unghie e con i denti, continuando a credere nel discorso salvezza nonostante le quattro partite di ritardo rispetto alle altre concorrenti. Con una formazione decimata fisicamente e con un centrocampo deserto di componenti la truppa nerazzurro stellata è riuscita a strappare un prezioso pareggio a quattro minuti dal novantesimo ad una ordinata Paganese, a conferma della fame e della voglia di non arrendersi del sodalizio biscegliese.

Aver giocato con sette under e chiudendo con il 4-2-4, un modulo decisamente lontano dai canoni di Giovanni Bucaro, avrebbero portato ad una piena rassegnazione a dei giocatori affaticati dopo una epidemia di squadra e dopo ben due stop consecutivi con le campane Cavese e Juve Stabia. Eppure il Bisceglie, giocando al piccolo trotto e non al meglio delle sue possibilità ha potuto far leva sulla voglia di rinascita e la reazione è stata valutata come encomiabile.

Primo tempo noioso e povero di occasioni culminato dal solo gol del vantaggio salernitano realizzato da Diop al ventiduesimo su prezioso assist dell’ex di turno Daniel Onescu: la punta di mister Erra si è abilmente inserito tra Altobello e Pelliccia incocciando un preciso diagonale che ha atterrato Spurio.

La replica del Bisceglie è tutta nel tiro dalla distanza di Padulano con un sinistro pretestuoso che non ha esaltato alcun riflesso. Nella ripresa tre variazioni fondamentali per gli ospiti con l’ingresso di Casella, De Marino e Mansour che capovolgono la situazione: dopo una minaccia Paganese marchiata Diop con un colpo di tacco miracolosamente neutralizzato da Spurio, è salito in cattedra Campani sull’incornata di Rocco sugli sviluppi di un cross di Tarantino dalla sinistra. Il Bisceglie ha tenuto bene il campo aumentando la pressione ma subendo alcuni momenti di cedimento come al settantacinquesimo quando Zagaria ha dovuto mettere una pezza sull’inserimento di Diop prima che lo stesso cannoniere potesse calciare da ottima posizione.

All’ottantaseiesimo il tanto sospirato pareggio con un altro ex di turno, Antonino Musso, giovane della covata nerazzurra sui quali siamo pronti a scommettere per il futuro: Cesaretti, servito da Squillace, è arrivato scarico sul pallone colpendo con la suola e mancando un facile bersaglio; Musso ne ha così approfittato calciando di prima intenzione col sinistro un pallone reso vagante dal rimpallo favorito dall’azione personale a recupero avviata da Rocco.

Un coraggio da leoni, uno scatto fondamentale senza rassegnazione che da tanti anni non si vedeva. Un accumulo di punti del genere può davvero portare ad una tranquilla salvezza.

PAGANESE-BISCEGLIE 1-1

Paganese (3-5-2): 1 Campani, 3 Squillace, 4 Sbampato, 7 Gaeta, 8 Bonavolontà, 11 Diop (dall’80° 18 Mendicino), 14 Carotenuto (dal 65° 5 Mattia), 16 Onescu, 21 Sirignano, 23 Schiavino, 26 Guadagni (dal 65° 25 Cesaretti). Allenatore: Alessandro Erra. A disposizione: 12 Bovenzi, 22 Fasan, 2 Esposito, 6 Bramati, 9 Isufaj, 10 Scarpa, 20 Cicagna, 24 Criscuolo, 27 Curci.
Bisceglie (4-3-3; dall’80° 4-2-4): 22 Spurio, 5 Priola, 10 Padulano (dal 74° 24 Sartore), 11 Rocco, 13 Zagaria (dall’80° 18 Musso), 14 Cigliano, 15 Ferrante (dal 46° 21 Casella), 16 Pelliccia (dal 46° De Marino), 19 Vitale (dal 46° 7 Mansour), 25 Tarantino, 26 Altobello. Allenatore: Giovanni Bucaro. A disposizione: 1 Russo, 2 Barletta, 17 Laraspata, 20 Lauria, 27 Tedone.
Arbitro: Turrini di Firenze.
Assistenti: Vettorel di Latina e Collu di Oristano.
Quarto ufficiale: Grasso di Ariano Irpino.
Reti: 22° Diop, 86° Musso.
Note: gara a porte chiuse. Ammoniti: 32° Cigliano, 56° Bonavolontà. Calci d’angolo 9-0.

Bartolomeo Pasquale