Taranto 14 aprile 2021

RETI: 61’ Guastamacchia (T)

 TARANTO 4231: Ciezkovski; Boccia, Guastamacchia (65’ Gonzalez), Silvestri, Versienti; Tissone, Diaby; Rizzo (55’ Alfageme), Serafino (55’ Mastromonaco), Falcone; Diaz (86’ Matute). Panchina: Zagari, Shehu, Marrazzo, Mastromonaco, Sernia, Corvino. All. Laterza.

NARDÒ 4231: Milli; Trinchera (71’ Törnros), De Giorgi, Romeo, Nicolao; Mengoli, Cancelli; Rimoli (56’ Gallo), Valzano (59’ Granado), Lezzi (59‘ Massari); Potenza. Panchina: Mirarco, Stranieri, Scialpi, Palazzo, Politi. All. Danucci.

 ARBITRO: Raimondo Borriello di Arezzo. Assistenti: Agostino De Santis di Campobasso e Paolo Cozzuto di Formia.

AMMONITI: Mastromonaco, Matute (T); Mirarco (N).

Al cospetto della capolista il Nardò non demerita, anzi… Lo puntualizza con forza Mr Danucci in conferenza, nella quale evidenzia il dispiacere per il risultato e l’orgoglio per la prestazione, ma, in cuor suo, contiene la rabbia per aver buttato alle ortiche la possibilità di uscire con un risultato positivo dallo Iacovone, contro la capolista, per un pallone su corner gestito male. Lo stesso calcio da fermo che ha condannato il Gravina qualche giorno fa. Il Taranto vince, ma non convince, mette però in cattedra le armi migliori, quelle di una leader esperta e furba, unite ad una dose di cinisco e di fortuna che, se viaggiano in parallelo, in dote portano sempre qualcosa di buono. Orfano di Marzili, Guaita, Rizzo, Ferrara, la capolista è svogliata e poco brillante nel primo tempo, contenuta bene dal TORO che non concede praticamente nulla. Milli é inoperoso, anzi é la squadra granata a dare la percezione che qualcosa possa accadere. Potenza per ben due volte ha sui piedi l’occasione per fare male, ma le azioni non si concretizzano come sperato. Il primo tempo consegna in sintesi un più che buono Nardò, ma, probabilmente, spuntato in avanti, laddove il solo Potenza poco può se non supportato. La ripresa si apre con la stessa “andatura”. Poche emozioni e partita gestita in tranquillità, ravvivata però dagli ingressi nei rossoblù di Mastromonaco e Alfageme. E’ un corner a cambiare volto al match. Pallone che spiove sul primo palo, sul quale non c’é sintonia di gestione. Guastamacchia  “di riffa o di raffa” riesce a spingerlo dentro. Risultato sbloccato  e partita che inevitabilmente cambia volto. Il Nardò é costretto a rimediare e fa entrare gli attaccanti, Il Taranto ha più spazi e può colpire con Corvino e Falcone. L’occasione più nitida capita a Gradado a 5 minuti dal temine con un pallone messo in mezzo da Potenza che fa la barba al palo. Per il resto si recrimina su un fallo di mano giudicato involontario dall’arbitro che concede solo corner. Nota finale: concessi 6 minuti di recupero. Fra crampi dei padroni di casa, espulsione di Alfageme, palloni che scompaiono, in sostanza non si sono giocati. Serve anche questo. Complimenti al Taranto che ha trovato la mentalità della serie D grazie ad un Mr. navigato. Il Nardò, pur non evidenziando problemi atletici e di tenuta per il lungo stop, deve fare mea culpa. Oggi é mancata la zampata della squadra esperta, quella che poteva, perchè ne ha la possibilità, sfatare il tabù Iacovone. Guardiamo avanti, pensiamo a domenica e al Portici. Forza Rossi, Avanti Nardò.