Prosegue il nostro viaggio in compagnia dello scrittore Massimiliano Ancona verso il derby Bari-Foggia in programma sabato prossimo. Oggi il focus sui due simboli societari

Siamo nella settimana del derby d’Apulia Bari-Foggia, in programma sabato prossimo. Oggi il nostro viaggio, dal titolo “Un derby al giorno” si occuperà dei simboli delle due società, galletti da una parte e Satanelli dall’altra.

GALLETTI E SATANELLI A CURA DI MASSIMILIANO ANCONA (tratto dal libro Biancorossonero Il derby dell’Apulia – WIP Edizioni, pagg 128, Euro 12).
Gli anni ruggenti di questa sfida centenaria si chiudono nel febbraio 1928. In autunno, quindi una manciata di mesi più tardi, Bari e Foggia vengono abbinate ai simboli del galletto e dei satanelli. La genesi è chiara in casa biancorossa. Il nascente girone unico esalta la fantasia di Carlin Bergoglio, prima firma del Guerin Sportivo ed eccelso disegnatore. Invita così i lettori e i tifosi ad associare la propria squadra all’immagine di un animale.  L’iniziativa viene raccolta da due giornalisti baresi, Paolo Magrone della Gazzetta del Mezzogiorno, e Alfredo Bogardo, del settimanale Cinesport diretto da Ferdinando Pinto. Ispirandosi ai colori sociali della società, il primo propone come simbolo il pettirosso, il secondo sceglie il galletto. Altri animali (aquilotti, scoiattoli, passerotti e gazzelle) non trovano il favore dei tifosi. Così si procede al referendum tra il simbolo del pettirosso e quello del galletto, che ha la meglio. È il novembre 1928 e da allora i biancorossi vengono soprannominati galletti.
Alla figura poliedrica del foggiano Mario Taronna, giornalista, compositore, editore in ambito sportivo e musicale, appassionato di lirica e teatro e bibliotecario della Provinciale, ora nota come La Magna Capitana, è legata l’origine del soprannome di satanelli per i rossoneri del Foggia. Almeno dal 1930. Tuttavia, in una ricerca del 2017, lo studioso locale Maurizio De Tullio  scova uno storico articolo, intitolato «I Satanelli si sono pappati undici Delfini tarantini in salmì» pubblicato il 21 ottobre 1928 sul numero 10 del settimanale umoristico locale L’uomo che ride, nelle cronache sportive. Non c’è però la firma dell’autore (prassi ancora in voga specie sui giornali umoristici e di satira), che utilizza uno pseudonimo: Frustino Rosso Nero. È pertanto difficile risalire alla reale identità del protagonista. Ma di certo non è Taronna, che nel 1928 scrive su altri giornali, forse per il Mezzogiorno Sportivo di Bari, e solo due anni più tardi comincerà a chiamare satanelli i rossoneri. In base alla ricerca di De Tullio, tuttavia, l’epopea di satanelli e galletti comincia nell’autunno di 92 anni e tre mesi fa.

A CURA DI MASSIMILIANO ANCONA (tratto dal libro Biancorossonero Il derby dell’Apulia – WIP Edizioni, pagg 128, Euro 12).