Con l’ausilio del libro “Biancorossonero, il derby dell’Apulia” e del suo autore, Massimiliano Ancona, ci avviciniamo al derby Bari-Foggia, storicamente molto sentito. Un derby al giorno, e qualche altro riferimento trasversale

Entriamo nella settimana del derby d’Apulia. Sabato è in programma Bari-Foggia, oggi in Serie C, ma che in passato è stato scenario di importantissime sfide in Serie A e B. Andremo a scegliere un derby al giorno, con lo scrittore Massimiliano Ancona, penna de “La Gazzetta dello Sport”, ripercorrendo alcuni passaggi del suo libro “Biancorossonero, il Derby dell’Apulia”.

Lui, Massimiliano Ancona, barese di nascita, amante del Bari, sangue biancorosso. Io, Fabio Lattuchella, direttore di questa testata, foggiano di nascita, amante del Foggia, sangue rossonero. Entrambi amanti della Puglia e delle sue infinite storie, tra cui quelle calcistiche delle sue città, tra cui non potevano mancare, di certo, Bari e Foggia.

DAL LIBRO “BIANCOROSSONERO, IL DERBY DELL’APULIA”

“I primi calci a Foggia si tirano nel 1909. I pionieri giocano e si divertono nella zona antistante l’Orto Botanico, lì dove sorge il Tiro a segno. Si chiama Daunia il primo club cittadino. Ma è l’U.s. Calciatori (in altre fonti Sporting Club), una delle squadre nate in quel periodo a disputare il 26 maggio 1912 la prima sfida tra una squadra foggiana, che s’impone 1-0, e una di Bari. In palio c’è la coppa Città di Foggia. Nell’U.s. Sardegna, un altro club locale, si rivela il talento di Giuseppe «Peppino» Comei. Foggiano di nascita e trasferitosi a Firenze, torna nella città natale nel 1911 con la fama di «artista della sfera di cuoio». Le cronache del tempo, non senza qualche ridondanza, lo presentano come «un calciatore dal tocco vellutato e dal tiro potente come un colpo di cannone, dotato di grande velocità e fantasia sopraffina». Nell’U.s. Calciatori, invece, si mette in evidenza il più piccolo dei fratelli Tiberini, milanesi e milanisti.
È la seconda metà del 1912, l’inizio della fine della Belle Époque europea culminata nel primo conflitto mondiale, quando a Foggia i due club si fondono nell’U.s. Atleta. Presidente è il commendator Gustavo Navarrone. La nuova squadra si «esibisce» sul prato del parco cittadino di Pila e Croce. È lì che nel 1913 – mentre Bari festeggia i cento anni di nascita del quartiere murattiano –, l’U.s. Atleta affronta il Liberty Bari, nato da una quasi immediata scissione della Bari Football Club. Finisce 2-2. L’arbitro è il professor Piccinini, che insegna all’istituto tecnico locale e, pur essendo di parte, dirige senza fare errori, applicando un regolamento empirico e che non è stato ancora codificato”. (tratto dal libro Biancorossonero Il derby dell’Apulia – WIP Edizioni, pagg 128, Euro 12).

Solo altre tre volte, dopo allora, la gara tra Bari e Foggia terminò con il punteggio di 2-2, nel 1967/68 l’unica a Bari. Successe ancora due volte allo Zaccheria alcuni anni dopo, nel 1971/72 e nel 1994/95, le prime due volte in B e quest’ultima in A, ma quella è un’altra storia.

Fabio Lattuchella con la collaborazione di Massimiliano Ancona